Passeggiando di sera
Cena itinerante in otto tappe tra vie, piazzette e giardini dei palazzi storici, con cinque punti di degustazione vini, musica e spettacoli. La sera più bella dell'estate.
parte da Piazza Umberto I, sotto casa
Così chiamano Murazzano: una sentinella di pietra a 559 metri, fiera e un po' spettinata dal vento, che da otto secoli guarda le colline, le Alpi e, nei giorni più tersi, il mare.
L'Alta Langa è la Langa alta e povera dei racconti: terra aspra, di crinali e boschi, dove le vigne cedono il passo ai noccioleti e ai prati da pecora. Non ha la fama del Barolo, e per fortuna: qui il paesaggio è rimasto quello di sempre, un mare di colline che a ogni ora del giorno cambia colore.
quassù fa sempre 4 o 5 gradi in meno che in pianura: d'estate è una benedizione
La Torre Maestra, 33 metri di pietra, era il mastio di un castello che non c'è più. Lei è rimasta, e ne ha viste tante.
Nei primi decenni del Duecento si alza la torre, mastio del complesso fortificato che domina la strada tra Langa e mare. Intorno cresce il ricetto, con le porte Bullaria e di Busignano che ancora si attraversano.
Il castello appartiene ai Saluzzo, poi passa ai Savoia. Murazzano diventa terra di confine e di mercato: il formaggio di pecora già viaggia verso le città.
Le truppe francesi attraversano queste colline nella campagna d'Italia. La torre osserva, come sempre, dall'alto.
L'Alta Langa è terra partigiana. Queste colline diventano le pagine dei "Ventitré giorni della città di Alba" e del "Partigiano Johnny": la storia qui l'ha scritta anche la letteratura.
Una rampa dopo l'altra fino alla cima, per il giro d'orizzonte più bello dell'Alta Langa. Dalla piazza sono 260 passi: contati.
Beppe Fenoglio non era nato qui, ma queste colline erano le sue: da ragazzo passava le vacanze estive tra Murazzano e San Benedetto Belbo, ospite dei parenti paterni. E dopo l'8 settembre 1943 fu proprio quassù che tornò: le sue prime settimane da partigiano le visse in un raggruppamento garibaldino che operava tra Murazzano e Mombarcaro.
Questa è la sua Langa: quella aspra e vera dei racconti, la terra dei suoi avi, esempio di audacia e di forza morale. Nei suoi libri queste colline non fanno da sfondo: sono personaggi vivi, con i loro silenzi, le loro rabbie, la loro bellezza feroce.
Camminate verso San Benedetto Belbo e Bossolasco lungo i Percorsi Fenogliani e ci siete dentro: le pagine sono queste colline, i sentieri sono le sue frasi.
"Sulle colline il tempo è una cosa che si vede"
Beppe Fenoglioe da quassù, il tempo, si vede benissimo pag. 1963Due prodotti portano il nome di queste colline nel mondo. Il resto della tavola non è da meno.
Prima del tuo arrivo ti mandiamo le date esatte del periodo: alcune cambiano di anno in anno.
Cena itinerante in otto tappe tra vie, piazzette e giardini dei palazzi storici, con cinque punti di degustazione vini, musica e spettacoli. La sera più bella dell'estate.
parte da Piazza Umberto I, sotto casaLa festa del formaggio di casa: banchi dei produttori, degustazioni e la comunità in piazza, come una volta.
centro storicoGli allevamenti autoctoni, i vini del territorio e le eccellenze da assaggiare e portare a casa.
per le vie del borgoCostumi, mestieri, spettacoli e sapori del Duecento, ai piedi della torre che quel secolo l'ha visto davvero.
tutto il paeseLa vigilia di Natale le vie del centro si riempiono di figuranti e lumi. Da brividi, in tutti i sensi.
centro storico
Due appartamenti sulla piazza, il paese intorno, la Langa fuori dalla finestra.